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San Siro compie 100 anni, e spunta il piano: al posto del Meazza nove edifici fino a 17 piani

Dal Rapporto ambientale Vas depositato da Inter e Milan emerge come sarà l'area dopo la demolizione dello stadio: 98mila mq tra uffici, alberghi e negozi

Proprio nel giorno in cui lo stadio Meazza compie cento anni (era il 19 settembre di un secolo fa) emergono i primi dettagli concreti su cosa sorgerà al suo posto. Come riporta il Corriere della Sera - Milano, dal "Rapporto ambientale Vas" depositato da Inter e Milan risulta che, una volta demolito il vecchio stadio, sulla spianata da 98 mila metri quadrati verranno costruiti nove edifici di altezza variabile, dai 5 ai 17 piani, più altri quattro stabili più bassi.

Cosa resterà del vecchio stadio

Del Meazza attuale si conserverà solo un frammento: resteranno in piedi parti dei settori blu e arancio e l'angolo che li collega, una struttura a forma di "L" nell'area compresa tra l'ex ippodromo del trotto e piazza Axum. Tutto il resto verrà abbattuto. Il nuovo stadio sorgerà poco più in là, a ridosso di via Tesio, mentre nello spazio liberato dal vecchio Meazza troveranno posto i nuovi edifici, destinati a uffici, alberghi e spazi commerciali.

Quattro scenari, stessa impostazione

Secondo il Corriere, il documento presenta quattro possibili scenari di sviluppo: cambiano la disposizione degli edifici e le altezze, ma i volumi complessivi e la collocazione restano sostanzialmente gli stessi. Nello scenario illustrato, una parte del parco previsto - 140 mila metri quadrati complessivi - diventerebbe una piazza centrale tra i nuovi palazzi.

Le critiche in Consiglio comunale

Il Rapporto ambientale Vas è lo strumento che dovrà guidare le amministrazioni nel valutare se e a quali condizioni il progetto sia sostenibile dal punto di vista ambientale. Il consigliere comunale del gruppo misto Enrico Fedrighini, che segue da anni il dossier, ha commentato che non c'è motivo di avere fretta nel decidere il futuro di San Siro, sottolineando che mancano ancora soluzioni su mobilità, inquinamento e traffico a fronte di "una trasformazione urbana irreversibile".

Fedrighini fa notare che restano inevasi i rilievi già sollevati da Arpa e Ats su impatto ambientale e sanitario. Tra i punti contestati, conferma il Corriere, resta la trasformazione del tunnel Patroclo in "strada di quartiere", da cui si accederà ai parcheggi sotterranei, e l'uso di crediti "carbon offset" per compensare le emissioni a livello globale, ad esempio finanziando la rigenerazione di foreste in aree remote del mondo, senza che sia chiaro in che proporzione questo strumento verrebbe utilizzato.

Secondo Fedrighini, inoltre, non è previsto alcun potenziamento del trasporto pubblico, mentre per contenere le emissioni inquinanti durante scavi, demolizioni e ricostruzione la soluzione proposta resta quella dei getti di acqua nebulizzata.

Fonti

  • Corriere della Sera - Milano — Milano, al posto di San Siro demolito nove palazzi alti 17 piani: le indiscrezioni sull'area nel giorno in cui lo stadio compie un secolo

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