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Addio ad Alberto Cortesi, da cameriere a re dei ristoranti di Milano: aveva 85 anni

Fondò il Charleston, poi rilevò A Santa Lucia e i Quattro Mori. Il figlio Fabio: «Vedeva le cose prima degli altri, tenne testa anche ad Apple»

Milano dice addio ad Alberto Cortesi, storica figura della ristorazione cittadina, morto a 85 anni. Come racconta il Corriere della Sera Milano, il figlio Fabio spiega che da qualche anno si era allontanato dal lavoro per riposare.

Da cameriere a imprenditore

Originario di Ponte Buggianese, in provincia di Pistoia, Cortesi arrivò a Milano negli anni Sessanta e iniziò come cameriere. Insieme a Mariuccia, madre dei suoi figli, aprì il suo primo locale, Alle Asse, oggi diventato La Risacca 6.

Nel 1978 nacque il suo progetto più noto, il Charleston, con un'idea allora innovativa: una ristorazione più commerciale, senza il proprietario in prima linea, pensata perché i clienti tornassero per il locale e non per il singolo oste. Seguirono altre aperture: il Replay nel 1985, poi ceduto ai soci, il Primafila nel 1989 e il Coco Pazzo in via Durini nel 1995.

I locali storici del centro

Dal 2001 Cortesi iniziò a rilevare locali già affermati, mantenendone nome e tradizione: A Santa Lucia nel 2001, la Torre di Pisa nel 2003 e i Quattro Mori nel 2005. Secondo il racconto del figlio Fabio, ogni ristorante ha mantenuto la propria identità e la propria clientela, senza diventare un format standardizzato.

La sfida con Apple

Tra gli episodi ricordati dal figlio, la vicenda legata all'arrivo di Apple in piazza Liberty: l'apertura dello store aveva creato disagi al Charleston, ma alla fine si trovò un accordo con il colosso americano, che venne incontro alle richieste della famiglia Cortesi.

A ricordarlo anche Bruno e Raffaele, che hanno lavorato a lungo con lui e oggi gestiscono un ristorante a Garbagnate Milanese chiamato "La situazione", in omaggio a una frase che Cortesi ripeteva spesso ai collaboratori.

Fonti

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