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Addio a Sandro Mazzola, bandiera dell'Inter: aveva 83 anni

Il club nerazzurro piange la leggenda della Grande Inter: dall'oratorio di San Lorenzo alla doppietta nella finale di Coppa dei Campioni del 1964

Si è spento nella tarda serata di venerdì Sandro Mazzola, storica bandiera dell'Inter e della Nazionale italiana. Aveva 83 anni. L'annuncio è arrivato alle 0.41 sui canali social del club nerazzurro, che si è stretto "con profonda commozione" al cordoglio insieme al presidente Giuseppe Marotta, al vice president Javier Zanetti, all'allenatore Cristian Chivu, allo staff e ai calciatori, come riportano Repubblica Milano e Il Giorno.

Una vita nerazzurra iniziata a Milano

Secondo la ricostruzione del Giorno, Mazzola crebbe orfano del padre Valentino, del Grande Torino, morto nella tragedia di Superga quando Sandro aveva sei anni. La sua passione per il calcio nacque all'oratorio di San Lorenzo, a Porta Ticinese, dove secondo il Corriere Milano giocava anche contro Adriano Celentano e Tony Renis. A formarlo furono due leggende nerazzurre, Giuseppe Meazza, che gli insegnò i fondamentali tecnici, e Benito Lorenzi, che si presentò a casa sua a Cassano d'Adda con scarpe e pallone da regalargli.

Debuttò in prima squadra ancora studente, il 10 giugno 1961, nella storica ripetizione di Juventus-Inter a Torino, quando Herrera e Moratti schierarono la Primavera: gara persa 9-1, ma con un gol firmato proprio dal giovane Mazzola.

La consacrazione europea e la Grande Inter

La svolta arrivò nel 1964, nella finale di Coppa dei Campioni al Prater di Vienna contro il Real Madrid: fu Luis Suarez a spingerlo in campo mentre Mazzola era rimasto incantato ad ammirare i campioni madridisti Di Stefano e Puskas. In campo mise a segno una doppietta che regalò all'Inter il primo trionfo europeo della sua storia. Fu lo stesso Puskas, come racconta il Giorno, a consegnargli la propria maglia dicendogli: "Sei degno di tuo papà Valentino".

Con la maglia nerazzurra Mazzola vinse quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali, fu capocannoniere in Serie A nel 1965 e in Coppa dei Campioni nel 1964, e arrivò secondo al Pallone d'Oro 1971 alle spalle di Johan Cruyff. In carriera disputò 17 stagioni con l'Inter, per un totale di 565 partite ufficiali e 158 gol, prima di proseguire il suo legame con il club come dirigente e direttore sportivo, contribuendo tra l'altro alla trattativa che portò Ronaldo a Milano.

Il legame mai interrotto con l'Inter

Mazzola continuò a frequentare la sede nerazzurra e il centro sportivo di Appiano Gentile anche negli ultimi anni, raccontando ai giocatori attuali, compreso Lautaro Martinez, aneddoti sui tempi di Herrera e della Grande Inter. Era stato celebrato in campo a maggio 2024, insieme a Bedin e Cappellini, in occasione dei festeggiamenti per la Seconda Stella. Come riferisce il Giorno, il suo ultimo desiderio era "essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca anche quando è impossibile vincere".

Fonti

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