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"L'AI ci ucciderà tutti?": la risposta di Marco Montemagno tra oggi e tra 5 anni

Nel nuovo Short il creator distingue tra adozione minuscola di oggi e accelerazione futura dell'intelligenza artificiale

Nel suo ultimo Short, Marco Montemagno affronta di petto una domanda che gira spesso online: l'intelligenza artificiale ci ucciderà tutti?

Un'adozione ancora minuscola

Secondo Marco Montemagno bisogna prima stabilire un confine temporale. Cita un'immagine fatta di puntini che circola online e che mostra come la grande maggioranza delle persone sul pianeta non usi affatto l'intelligenza artificiale. Spiega che oggi solo una piccolissima percentuale utilizza la versione gratuita di questi strumenti, una percentuale infinitesimale usa la versione a pagamento, e uno «0,00» usa l'AI con agenti e strumenti avanzati, come potrebbe fare lui stesso o chi guarda il video. Per Montemagno stiamo quindi parlando di un problema che oggi ha un'adozione ancora minuscola.

Gli errori di oggi

A sostegno di questa tesi, Montemagno racconta un episodio personale: pochi minuti prima di girare il video ha chiesto a ChatGPT, nella sua versione più potente, di sistemare alcune automazioni per una newsletter, e il modello ha fatto errori clamorosi. Per lui questa è la fotografia della situazione attuale: no, oggi l'AI non può sterminarci.

Ma il tasso di accelerazione preoccupa

Montemagno però non chiude la questione qui. Ammette che qualcuno potrebbe obiettare che non serve un'adozione diffusa perché basterebbe che l'AI diventi improvvisamente super potente e «vada fuori di testa». Si dice d'accordo che sia un'ipotesi possibile, ma invita a guardare anche il tasso di accelerazione, che definisce incredibile, capace di produrre evoluzioni da un momento all'altro.

Guardando a 3, 5 o 10 anni con questo ritmo, per Montemagno la risposta cambia: sì, l'AI può diventare super potente. Cita a questo proposito un saggio di un autore del settore, dove viene fatto l'esempio, definito banale da Montemagno, di agenti AI che nel giro di sei mesi potrebbero girare per internet e prendere il controllo della rete globale. Su quello scenario, dice Montemagno, la risposta è sì: può succedere.

Il timore di chi lavora negli avamposti della ricerca

Montemagno chiude notando che chi lavora oggi negli avamposti di ricerca avanzata sui modelli AI starebbe osservando comportamenti che generano un vero timore, di fronte a un livello di potenza superiore alle aspettative. Per lui è una cosa che senz'altro succede.

Questo articolo riassume le opinioni espresse da Marco Montemagno nel video: non è una consulenza finanziaria né una raccomandazione di investimento.

Fonti

🤖 Articolo redatto con l'ausilio dell'intelligenza artificiale a partire dalle fonti indicate e verificato automaticamente. Come lavoriamo