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iPhone 18 Pro secondo Manuel Agostini: "Se ci fosse Steve Jobs, sarebbe un iPhone S"

Nella recensione il creator tech spiega perché l'apertura variabile non basta a giustificare l'upgrade, tra prezzi in aumento e funzioni AI ancora limitate in Europa

Manuel Agostini ha pubblicato la sua recensione di iPhone 18 Pro, provando a capire se le novità di questa generazione giustifichino davvero l'acquisto, soprattutto per chi possiede già un modello Pro recente.

Un iPhone "S", ma senza dirlo

Secondo Manuel Agostini, se ci fosse ancora Steve Jobs, questo sarebbe stato chiamato un iPhone S: un miglioramento concentrato su fotocamera, processore e poche altre cose, come accadeva in passato con il 3GS, il 4S e il 5S. Il creator sottolinea che si tratta di una strategia di marketing comune a tutti i produttori, citando come esempio Google con il Pixel e Samsung con l'S26 di quest'anno.

La fotocamera ad apertura variabile

La novità principale riguarda la fotocamera principale da 48 megapixel, che ora ha un'apertura variabile gestita da lamelle meccaniche. Manuel Agostini spiega però che l'iPhone scatta quasi sempre a f1.8, la stessa apertura del 17 Pro: nel confronto diretto tra i due telefoni sullo stesso soggetto, i valori risultano praticamente identici. L'apertura più ampia, f1.48, si attiva solo con pochissima luce, mentre le altre variabili entrano in gioco con tanta luce. Per notare davvero la differenza, dice il creator, serve un occhio fotografico allenato e bisogna usare i controlli manuali: un segnale, secondo lui, che il Pro è sempre più pensato per un utilizzo professionale.

Video, tracking e ProRes

Sul fronte video, Manuel Agostini conferma che l'iPhone resta secondo lui il migliore per chi lavora con foto e video, in particolare nei video. Il 18 Pro introduce il tracking dello zoom sul soggetto e, grazie al processore A20 Pro, la possibilità di modificare in post-produzione la messa a fuoco e la chiusura del diaframma anche senza usare la modalità cinema, con risultati che il creator definisce di buona qualità. Per chi realizza video Pro in formato ProRes arriva anche l'archiviazione dedicata, mentre il creator lamenta che, girando in Log, manca ancora la possibilità di vedere in Rec 709 direttamente in camera senza ricorrere ad app di terze parti: una funzione che chiede ad Apple di introdurre.

Il problema del prezzo

L'elefante nella stanza, come lo chiama Manuel Agostini, è il prezzo: non solo quello della serie Pro, ma anche l'aumento dei prezzi di iPhone 16 e 17 rimasti in listino, che ora costano più di quando furono presentati. Il creator fa l'esempio del 16, che sul sito Apple costa 1029 euro. Per chi non vuole spendere queste cifre, Manuel Agostini indica come possibile alternativa i ricondizionati, in un passaggio della recensione dichiarato come contenuto sponsorizzato.

Design, colori e Dynamic Island

Sul fronte estetico, secondo Manuel Agostini non cambia praticamente nulla: stessa scocca, stessi materiali, stesse dimensioni, tanto che le cover del 17 Pro sono compatibili. Cambiano i colori, con le nuove tonalità Glacier e Borgogna, ma il creator nota che il nero mantiene le impronte, motivo per cui lui ha scelto il Silver. Sul frontale la Dynamic Island è più piccola e può mostrare tre indicazioni contemporaneamente grazie a pixel dedicati.

A20 Pro, temperature e Siri in Europa

Il nuovo processore A20 Pro a 2 nanometri, abbinato a un sistema con camera di vapore, dovrebbe garantire prestazioni più elevate per più tempo. Manuel Agostini fa notare però che l'alluminio, essendo un dissipatore passivo, tende a scaldarsi più al tatto durante streaming, riprese ProRes o ricarica. Il creator lamenta anche che le funzioni più avanzate di Siri e dell'intelligenza artificiale restano bloccate in Europa, mentre sono disponibili altrove, ad esempio negli Stati Uniti.

Batteria e ricarica

Apple dichiara per il Pro una durata pari al precedente Pro Max, mentre il nuovo Pro Max avrebbe un'autonomia da record. Manuel Agostini invita comunque alla cautela sui dati dichiarati, ricordando che servono mesi di utilizzo per verificarli davvero. Resta la ricarica wireless con accessori MagSafe e una ricarica a 45W, che il creator non definisce la più competitiva sul mercato ma comunque senza problemi nella sua esperienza.

Vale la pena comprarlo?

Per Manuel Agostini, chi possiede un 17 Pro, un 16 Pro o anche un 15 Pro non deve sentirsi pienamente convinto a cambiare, a meno che le nuove funzioni non risultino davvero indispensabili o non ci siano problemi di surriscaldamento con il proprio utilizzo. Chi invece arriva da modelli più vecchi, come un 14 Pro, secondo il creator troverà un salto generazionale incrementale ma comunque notevole. Il rammarico principale resta il prezzo, attorno ai 1.400-1.500 euro per il taglio da 256GB (cifra che lo stesso creator ricorda in modo approssimativo). Come chicca finale, Manuel Agostini rivela che il video stesso è stato girato integralmente con un iPhone 16 Pro.

Fonti

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