Il paradosso del teletrasporto secondo Filosofiascienza: "Chi dei due è l'originale?"
Riccardo Azzali, creator di Filosofiascienza, usa il teletrasporto per smontare l'idea che abbiamo di noi stessi
Un video che parte dalla fantascienza e finisce per mettere in crisi la vostra idea di identità: è quello che propone Filosofiascienza, il canale di divulgazione filosofica e scientifica di Riccardo Azzali, con il suo ultimo contenuto dedicato al teletrasporto.
Il teletrasporto secondo la fisica
Secondo Filosofiascienza l'idea del teletrasporto, presa sul serio dalla fisica, sarebbe qualcosa che vorremmo tutti provare: niente più traffico, aperitivo alle Maldive e poi un salto a New York, in Giappone, in Francia. Ma il meccanismo, spiega, è inquietante: la macchina scansiona ogni atomo del corpo, poi lo disintegra e lo ricostruisce altrove usando atomi diversi, presi dal luogo di arrivo. La domanda che pone è diretta: quella persona che esce dalla cabina in Giappone è ancora la stessa persona che è entrata in Italia?
Il corpo che cambia da solo
Per complicare le cose, Filosofiascienza fa notare che il ricambio delle molecole nel nostro corpo è continuo anche senza teletrasporto: una molecola che ci componeva dieci anni fa oggi può trovarsi in un fiore, in un tavolo, nel cielo o in un'altra persona. In dieci anni, dice, quasi tutta la materia che ci costituisce viene sostituita. E si chiede quale sia allora la differenza con il teletrasportato: in entrambi i casi la materia originaria non c'è più.
L'esperimento mentale che "fa esplodere le teste"
Il passaggio centrale del video è un esperimento mentale ambientato in un futuro ipotetico, tra 500 anni: la cabina del teletrasporto funziona, ma per un guasto non disintegra la persona in Italia dopo aver creato la copia in Giappone. A quel punto esistono due versioni della stessa persona, entrambe convinte di essere l'originale, con gli stessi ricordi, gli stessi sentimenti, gli stessi affetti. Arriva un tecnico che si offre di "dissolvere" quella rimasta in Italia, e Filosofiascienza chiede: si tratta di un omicidio o della prosecuzione del trasporto? E soprattutto, chi dei due sarebbe l'originale, dato che l'altro è certo di essere lui?
Siamo una canzone, non uno strumento
Per affrontare il dilemma, Filosofiascienza propone una metafora: siamo come una canzone che può essere suonata con la chitarra, il pianoforte o il sintetizzatore, restando sempre la stessa canzone. Allo stesso modo, sostiene, a definirci non sarebbero le molecole che ci compongono ma una sorta di disegno che rimane: coscienza e ricordi. Se questa idea fosse vera, conclude, nel caso paradossale delle due versioni della stessa persona, entrambe sarebbero autenticamente sé stesse, proprio come esistono due versioni legittime della stessa canzone.
Una domanda ancora aperta
Filosofiascienza chiude ricordando che studiare il teletrasporto non significa solo capire come spostare una persona da un luogo all'altro, ma cercare di definire cosa sia davvero una persona, un problema che secondo lui non ha ancora una risposta. Nel video invita gli spettatori a rispondere nei commenti se salirebbero o no sulla macchina del teletrasporto, dicendosi curioso di vedere come si dividerà il pubblico.
Sources
- Filosofiascienza — Sei già morto e non te ne sei accorto.
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