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Claude scopre un sistema molecolare mai visto: Ballarani racconta il caso ART

Gianluigi Ballarani spiega come un'AI di Anthropic ha individuato una struttura simile a CRISPR analizzando 200.000 enzimi

Un'intelligenza artificiale ha fatto qualcosa che, secondo Gianluigi Ballarani, nessun essere umano aveva mai fatto prima: una scoperta scientifica. Nel suo nuovo video, il creator racconta il caso di Claude, il modello di Anthropic, e di una nuova famiglia molecolare individuata analizzando enormi database di DNA.

Il compito e il metodo

Secondo quanto racconta Ballarani, Anthropic ha affidato a Claude un compito semplice: cercare qualcosa di strano in enormi database di DNA. Per farlo sono stati messi al lavoro quasi 1.000 agenti AI contemporaneamente, per 21 ore. Il risultato è stata l'analisi di oltre 200.000 enzimi, poi ristretti a 3.500 casi ritenuti strani, e infine a 20 particolarmente interessanti.

Il momento della scoperta

A un certo punto, spiega Ballarani, uno degli agenti si ferma davanti a una sequenza di DNA e scrive, come riporta il creator, che "questa cosa è spettacolare". Accanto a un enzima già conosciuto, l'agente aveva individuato un lungo array di DNA ripetuto, con una struttura che ricordava per certi aspetti CRISPR, il sistema che permette di tagliare e modificare il DNA. Questa struttura, precisa Ballarani, è stata trovata soprattutto nei batteriofagi, i virus che infettano i batteri.

Cosa è ART e cosa ancora non si sa

Anthropic ha chiamato questa nuova famiglia ART, Array-associated Reverse Transcriptases. Ballarani insiste su un punto: non sappiamo ancora quale sia la sua funzione, né se ART potrà davvero diventare un nuovo strumento per l'editing genetico. Potrebbe anche rivelarsi, dice il creator, molto meno importante di quanto sembra oggi.

La verifica in laboratorio

Nonostante la cautela, Ballarani sottolinea un dato concreto: gli scienziati sono andati in laboratorio e hanno effettivamente trovato gli RNA che Claude aveva previsto dovessero esistere. Una delle previsioni dell'AI, quindi, si è rivelata corretta nella realtà sperimentale. Il creator ricorda anche che uno dei pionieri di CRISPR ha definito questo risultato genuinamente intrigante.

Il vero cambio di prospettiva

Per Ballarani, il punto più importante della storia non è tanto ART in sé, ma il modo in cui è stato trovato. I dati, spiega, esistevano già: gli enzimi erano nei database, le sequenze erano state raccolte da esseri umani. Quello che mancava era vedere il collegamento tra i pezzi.

Ballarani osserva che per molto tempo abbiamo immaginato l'AI come uno strumento a cui mostrare le nostre scoperte per farcele analizzare. In questo caso, invece, è successo il contrario: è stata l'AI a individuare qualcosa che gli esseri umani non avevano notato, e sono stati gli scienziati ad andare in laboratorio per verificare se avesse ragione. Come dice il creator stesso, stiamo passando dall'usare le AI per capire meglio quello che abbiamo scoperto, all'opposto: è l'AI che trova qualcosa e poi chiama gli umani a controllare.

Ballarani chiude ricordando che forse ART diventerà importante, forse no, ma che quel cambio di direzione nel modo di fare scienza è già di per sé interessante.

Sources

  • Gianluigi Ballarani — UN’AI HA FATTO UNA SCOPERTA SCIENTIFICA Claude ha individuato un sistema molecolare mai descritto

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