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Cactus: l'AI che trasforma i negozi in heatmap come i siti web, spiega Ballarani

Gianluigi Ballarani racconta il sistema di Auki che legge l'attenzione tra gli scaffali con le normali telecamere di sicurezza

Un video di Gianluigi Ballarani mostra come una tecnologia possa portare dentro i negozi fisici la stessa logica di misurazione che finora esisteva solo online. Il tema, come racconta il creator, riguarda un sistema chiamato Cactus, sviluppato da Auki, capace di capire dove guardano le persone mentre camminano tra gli scaffali.

Come funziona Cactus

Secondo Ballarani non servono nuove telecamere o installazioni particolari: bastano le normalissime telecamere di sicurezza già presenti nei negozi. Il funzionamento, spiega, parte da una scansione dello spazio fatta con uno smartphone, che crea una copia 3D dell'ambiente. A quel punto l'intelligenza artificiale analizza le immagini delle telecamere, individua dove si trova una persona e in che direzione è orientata, e proietta quella direzione sullo scaffale.

Il risultato, dice Ballarani, è una heatmap, una mappa del calore che mostra dove guardano tutti, quali prodotti attirano più attenzione e quali vengono completamente ignorati. Il creator precisa che non si tratta di un vero eye tracker: il sistema non legge con precisione il movimento degli occhi, ma stima la direzione dell'attenzione attraverso immagini, posizione e orientamento della persona.

Perché secondo Ballarani è importante

Ballarani sottolinea che questa capacità, fino a oggi, apparteneva solo ai siti internet. Un supermercato poteva sapere cosa viene comprato, ma un sito sapeva molto di più: cosa viene guardato, dove si clicca, quanto tempo si resta su una pagina e cosa viene ignorato. Con Cactus, spiega, questa differenza potrebbe sparire, e il negozio fisico diventa analizzabile quasi come una pagina web.

In pratica, secondo il creator, si può spostare un prodotto, cambiare il packaging o inserire una promozione e misurare immediatamente se questo cambia l'attenzione delle persone.

I limiti e le domande aperte

Ballarani riporta che l'azienda dichiara di voler raccogliere dati sull'attenzione verso prodotti e zone, senza identificare individualmente le persone, anche se il creator osserva che a quel punto basterebbe poco per farlo. Precisa inoltre che si tratta ancora di una demo e che non ci sono dati pubblici sufficienti per capire quanto sarà efficace su larga scala.

Il punto che secondo Ballarani conta davvero è un altro: internet ci ha abituato a vivere in ambienti ottimizzati sulla base della nostra attenzione, un lavoro fatto dai marketer di cui spesso non ci rendiamo nemmeno conto. Con sistemi come Cactus, conclude, questa stessa logica sta uscendo dallo schermo e sta entrando nel mondo fisico.

Sources

  • Gianluigi Ballarani — L’AI può sapere cosa guardi dentro un negozio Un sito sa cosa clicchi, cosa ignori, quanto tempo

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