Villa Aretusi chiude, Bologna nella crisi dei ristoranti: tavoli vuoti e turisti che dividono i piatti
Lo storico locale saluta a fine mese. Lo chef Vincenzo Vottero: «Oggi bisogna essere matti per aprire un ristorante in città». Ascom e Confesercenti confermano il calo dei consumi
Villa Aretusi chiuderà a fine settembre. Il ristorante e il banqueting che per anni hanno accolto cerimonie, meeting e cene gourmet spengono i fornelli definitivamente, dopo che il ristorante Sotto l'Arco aveva già spento i fornelli da mesi. Lo conferma lo chef Alessandro Panichi al Corriere di Bologna: «La proprietà ha fatto scelte diverse e ha deciso di vendere. La ristorazione di livello oggi fa fatica». Panichi, tra i cuochi più quotati del territorio, lascerà la città: «Non ne ho la più pallida idea di dove andrò, ma difficilmente rimarrò a Bologna. Mi dispiace, la mia famiglia è qui».
Lo sfogo di Vottero
A fotografare il momento è anche lo chef Vincenzo Vottero, tornato a Bologna dopo un'esperienza negli Stati Uniti: «Oggi bisogna essere matti per aprire un nuovo locale a Bologna». Secondo Vottero il capoluogo emiliano non ha mai avuto una vera alta ristorazione, complice una tradizione gastronomica già molto forte, ma oggi la situazione è aggravata dalla mancanza di clientela di livello: «Se fai uno scontrino sotto i 50 euro a persona riesci a scavallare, sopra no». Lo chef cita proprio la chiusura di Villa Aretusi e il cambio di rotta di Max Poggi, che ha aperto Serra Sole, come segnali del momento. Anche il turismo, per Vottero, non aiuta i locali di fascia alta: «Ad agosto hanno detto che la città era piena di turisti, ma dove? In via Altabella ho visto locali vuoti». Tra le difficoltà elencate anche la carenza di personale dopo il Covid, con stipendi giudicati inadeguati, e il rincaro delle materie prime: gli astici vivi, dice, sono passati da 28 a 41 euro al chilo.
Il quadro di Ascom e Confesercenti
A confermare le difficoltà sono anche le associazioni di categoria. Roberto Melloni, presidente dei ristoratori di Ascom Bologna, conferma le difficoltà del settore: «I dehors hanno lavorato pochissimo quest'estate, c'è stato un importante calo dei consumi che ha colpito soprattutto il centro rispetto a provincia e Appennino». Secondo Melloni il turismo attuale spende meno: «Si divide i piatti, non beve vino».
Massimo Zucchini, presidente di Confesercenti Bologna, segnala invece un'altissima rotazione dei locali: se un tempo un'attività reggeva mediamente 3-4 anni, oggi quel periodo si è ridotto. Tra i consumi, crolla il vino, tiene la birra, spariscono i superalcolici. Melloni invita a puntare su eventi di qualità in vista del Natale per attrarre un turismo diverso, anche dalla regione.
Fonti
- Corriere di Bologna — Lo chef Vincenzo Vottero: «Oggi bisogna essere matti per aprire un nuovo locale a Bologna. Non c’è un'alta ristorazione in città perché c’è troppa poca clientela di livello»
- Corriere di Bologna — Bologna e la crisi dei ristoranti: «Tavoli vuoti e locali che chiudono. E turisti non bastano più: dividono i piatti e non bevono vino»
- Ristoranti Bologna - quotidiani e Gambero Rosso (via Google News) — Lo chef Vincenzo Vottero: «Oggi bisogna essere matti per aprire un nuovo locale a Bologna. Non c'è un'alta ristorazione in città perché c'è troppa poca clientela di livello» - Corriere di Bologna
- Ristoranti Bologna - quotidiani e Gambero Rosso (via Google News) — Bologna e la crisi dei ristoranti: «Tavoli vuoti e locali che chiudono. E turisti non bastano più: dividono i piatti e non bevono vino» - Corriere di Bologna
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