Cronaca Bologna ·

Certificati Cpr, centinaia in piazza a Bologna per i medici coinvolti nell'inchiesta

Presidio in piazza del Nettuno organizzato dal Laboratorio Salute Popolare: "La cura non è reato". Presente il Pd, la Cgil e Coalizione Civica

Alcune centinaia di persone hanno riempito nel tardo pomeriggio piazza del Nettuno, a Bologna, per manifestare solidarietà ai medici coinvolti nell'inchiesta sui certificati sanitari che, secondo le accuse, sarebbero stati utilizzati per impedire l'invio di cittadini stranieri nei Centri di permanenza per i rimpatri. Lo riporta l'ANSA.

Il presidio, dal titolo "La cura non è reato. No Cpr", è stato convocato per le 18 dal Laboratorio Salute Popolare e ha richiamato numerose realtà politiche, associative e del mondo sanitario.

Chi ha partecipato

Tra le delegazioni presenti, secondo ANSA, quelle del Partito Democratico, di Coalizione Civica, di Mediterranea Saving Humans e dei Sanitari per Gaza, oltre a diversi medici infettivologi della Romagna. In piazza anche i consiglieri comunali Detjon Begaj e Mery De Martino, Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, e il segretario della Cgil di Bologna Michele Bulgarelli. La Camera del lavoro metropolitana aveva invitato nei giorni scorsi lavoratori, pensionati e cittadini a partecipare.

La posizione del Pd

Come riporta BolognaToday, il Pd ha portato in piazza una posizione netta sul caso: "Valutare se una persona può entrare non può essere un reato".

Lo slogan della protesta

"La cura non è reato" è stato lo slogan scelto per la manifestazione, che ha ribadito anche la contrarietà ai Centri di permanenza per i rimpatri. Cartelli e striscioni hanno accompagnato gli interventi delle realtà che hanno aderito all'iniziativa.

Fonti

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