Ballarani: hacker si fingono autorità italiane e Revolut consegna i dati, avvisati circa 680 clienti
Gianluigi Ballarani racconta come un finto ordine europeo di indagine ha aperto le porte a dati bancari sensibili
Un attacco che non ha bisogno di violare i sistemi di una banca, ma solo di convincerla che chi chiede i dati sia davvero un'autorità. È il caso raccontato da Gianluigi Ballarani, che ricostruisce come gli hacker abbiano ottenuto passaporti, selfie e cronologie bancarie di centinaia di clienti Revolut.
Il punto di partenza: una casella email italiana
Secondo il racconto dell'attaccante riportato da Ballarani, tutto comincia con un malware che ruba l'accesso alla casella email di un dipendente pubblico italiano. L'hacker entra, imposta un proprio indirizzo per il recupero dell'account e monitora la casella in modo continuativo, cancellando i messaggi prima che il vero dipendente possa vederli.
Una richiesta che sembra autentica
Ballarani spiega che l'attaccante studia poi la struttura di Revolut, che opera nell'Unione Europea attraverso la sua entità bancaria in Lituania. Prepara così un ordine europeo di indagine che sembra provenire davvero dalle autorità italiane. Revolut lo riceve, controlla il mittente, verifica che il dominio sia autentico e consegna i dati.
Cosa è stato esposto
Tra i dati consegnati, elenca Ballarani, ci sono passaporti, patenti, indirizzi di casa, selfie di riconoscimento, IBAN, estratti conto e anche prelievi e transazioni in Bitcoin. Secondo l'hacker, l'operazione si sarebbe ripetuta per mesi: in un'occasione avrebbe persino allegato il documento sbagliato, e l'assistenza di Revolut gli avrebbe spiegato come correggerlo.
Cosa è confermato e cosa no
Ciò che risulta confermato, sottolinea Ballarani, è che Revolut ha avvisato circa 680 clienti. L'attaccante sostiene inoltre di aver compromesso più reparti delle forze dell'ordine italiane, sottraendo 147 GB di documenti, email e calendari: questa parte, per ora, resta una dichiarazione non verificata dalle autorità italiane. Revolut, dal canto suo, afferma che i propri sistemi e i fondi dei clienti non sono stati compromessi.
Il commento di Ballarani
Per il creator, però, la parte già confermata basta a far riflettere: abbiamo costruito procedure rigorose per sapere chi si nasconde dietro ogni conto corrente, ma in questo caso nessuno ha controllato con la stessa attenzione chi si nascondeva dietro la richiesta.
Questo articolo riassume le opinioni espresse da Gianluigi Ballarani nel video: non è una consulenza finanziaria né una raccomandazione di investimento.
Fonti
- Gianluigi Ballarani — Revolut e istituzioni italiane: gli hacker rivendicano l’accesso alle email delle forze
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