Vittorio Feltri a One More Time: "Adesso come cazzo faccio?" e la vita da solitario
Il giornalista racconta a Luca Casadei l'infanzia senza padre, la morte della prima moglie e la carriera al Corriere della Sera
Nella nuova puntata di One More Time, Luca Casadei intervista Vittorio Feltri, giornalista e storico direttore di alcune delle principali testate italiane. Il conduttore anticipa che si tratta di un racconto di momenti molto difficili: la perdita del padre a sei anni e la morte della prima moglie in concomitanza con la nascita delle sue due gemelle.
Infanzia e famiglia
Feltri racconta di essere nato il 25 giugno 1943 a Bergamo, ultimo di tre figli. Il padre Angelo morì quando lui aveva sei anni e non lo conobbe profondamente. La madre, di origine svizzera, era una donna rigida, con coccole "limitate", ma secondo Feltri lui si è comunque sentito amato da bambino. Definisce se stesso taciturno fin da piccolo, un "gatto" abituato a vivere in modo appartato, poco legato ai fratelli Ariel e Mariella.
L'insegnamento più grande ricevuto dalla madre, spiega, è che bisogna lavorare sempre, anche quando si è smesso di farlo, come unico modo per sfuggire alla miseria. Un principio che dice di seguire ancora oggi, a 83 anni.
Gli studi e i primi lavori
Feltri racconta di aver iniziato a lavorare a 13 anni come fattorino, poi come apprendista commesso e infine vetrinista, mestiere in cui dice di essersi accorto che le vetrine funzionano come le prime pagine dei giornali. Si è laureato in scienze politiche a Roma molto più avanti, quando lavorava già da tempo, finanziandosi gli studi da solo.
La morte della prima moglie
Uno dei passaggi centrali dell'intervista riguarda la nascita delle sue due gemelle e la morte della moglie Maria Luisa per un parto eclamptico, definito da Feltri mortale. Racconta il momento in cui una donna dell'ospedale gli portò "due fagotti" invece di uno, e l'interrogativo che si pose dopo aver appreso della morte della moglie: "adesso come cazzo faccio?". Per gestire la situazione affidò temporaneamente le bambine, Saba e Laura, a un brefotrofio dove lui stesso lavorava per un concorso pubblico. Fu lì che conobbe una maestra, Enoe, che sarebbe diventata sua moglie e con cui avrebbe avuto altri figli, tra cui Mattia e Fiorenza, oltre a un figlio adottato, un ragazzino rimasto senza genitori.
Feltri racconta di non aver mai parlato con i figli della propria sofferenza, per non far pensare loro che fosse normale soffrire a loro volta. Alla domanda se abbia mai detto ai figli di amarli, risponde di non usare quel verbo perché non gli piace, pur dicendo di non aver mai alzato le mani su di loro.
La carriera giornalistica
Feltri ripercorre l'ingresso nel giornalismo: l'assunzione alla Notte di Bergamo da parte di Nino Nutrizio, un episodio chiave legato a un articolo su un omicidio pubblicato nella pagina nazionale che gli valse l'assunzione definitiva. Racconta il rapporto con Indro Montanelli, definito un uomo freddo e spiritoso capace di capire al volo la sostanza dei fatti, e il passaggio al Corriere della Sera come inviato speciale, periodo in cui dice di aver girato il mondo, citando la Cina l'anno prima di piazza Tienanmen come esperienza più toccante.
Parla poi della direzione dell'Europeo, accolta con due mesi di sciopero della redazione perché non era comunista, e di come sia riuscito, a suo dire, a conquistare il pubblico con un prodotto diverso che fece aumentare le copie. Ricorda anche il periodo di Mani Pulite, vissuto al giornale l'Indipendente, dove dice di aver "sfondato" grazie anche all'amicizia con un magistrato che gli forniva notizie.
Alla domanda sui titoli definiti provocatori, incluso il caso del titolo "bastardi islamici", Feltri rivendica la scelta, dicendo di cercare qualcosa che non offenda ma stuzzichi l'interesse, sostenendo che offendere non paga mentre strappare un sorriso al lettore sia vincente.
Solitudine, salute e bilancio di vita
Feltri dice di amare il silenzio e di non riuscire quasi mai a divertire se stesso, pur sostenendo di non essere una persona imbronciata. Riferisce di fumare dalle scuole medie senza, dice, problemi di salute attuali, e di avere un problema di deambulazione recente che lo costringe al bastone, ma di sentirsi comunque abbastanza bene.
Sul mondo dei podcast e della nuova divulgazione rispetto al giornalismo tradizionale, osserva che qualcosa viene tolto ma lo considera un cambiamento normale, ricordando di aver inizialmente sottovalutato i telefonini, che ora invece usa quotidianamente, pur non essendo interessato ai social network.
Alla domanda su un desiderio mai realizzato, Feltri risponde di volere ancora una laurea in latino, lingua che dice di aver imparato da un monsignore, Angelo Meli. Racconta infine di non avere fede, di non credere in Dio, e chiude ringraziando la moglie attuale per averlo sostenuto dopo la morte della prima moglie. Alla domanda finale su come stia in questo periodo della vita, risponde che è la continuità di una vita iniziata a 18 anni con il suo primo vero lavoro, e si definisce leggero, pur rifiutando il termine felicità.
来源
- PODCAST ONE MORE TIME — Vittorio Feltri, un solitario - One More Time
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