Ballarani: Ucraina lancia "Army of Robots", obiettivo: primo soldato ucciso da un umanoide entro 6 mesi
Gianluigi Ballarani racconta il nuovo progetto ucraino dopo l'Army of Drones: obiettivo, robot umanoidi in trincea
Dopo l'Army of Drones, l'Ucraina lancia un nuovo progetto ancora più radicale: Army of Robots. Nel video Gianluigi Ballarani spiega di cosa si tratta e perché, a suo avviso, segna un passaggio storico nel modo di condurre la guerra.
Gli obiettivi dichiarati
Secondo quanto racconta Gianluigi Ballarani, il progetto è stato lanciato da Mykhailo Fedorov, già promotore dell'Army of Drones. L'obiettivo dichiarato è arrivare entro sei mesi al primo soldato nemico ucciso da un robot umanoide e, entro un anno, condurre un assalto a una posizione senza usare fanteria umana. Ballarani precisa che si tratta per ora di obiettivi del progetto, non di risultati già ottenuti.
Non si parte da zero
Ballarani sottolinea che l'Ucraina non parte da zero: solo nel 2026 sono stati contrattualizzati più di 22.000 veicoli terrestri senza equipaggio. A giugno questi sistemi hanno svolto oltre 16.600 missioni logistiche e di evacuazione in un solo mese, trasportando munizioni, recuperando feriti e facendo ricognizione.
Il salto verso i robot umanoidi
Il passaggio che Fedorov propone ora, spiega Ballarani, è diverso: passare da piccoli mezzi telecomandati a sistemi sempre più autonomi, fino a robot umanoidi capaci di svolgere compiti oggi affidati a un soldato in trincea, come ricaricare un'arma, cambiare una batteria, installare un sensore ed eventualmente combattere. Ballarani ricorda che, secondo Fedorov, nel 2022 l'Army of Drones sembrava solo un esperimento, mentre oggi i droni sarebbero coinvolti in oltre il 95% degli obiettivi colpiti sul campo di battaglia. Per Fedorov, riporta Ballarani, il prossimo salto sarà robotizzare la guerra terrestre.
La questione più grande, secondo Ballarani
Ballarani osserva che prima la tecnologia ha permesso al soldato di colpire da più lontano, poi i droni hanno allontanato l'uomo dal bersaglio, e ora l'obiettivo diventa allontanarlo dal campo di battaglia stesso. Per secoli, dice, una guerra significava anche decidere quante persone si era disposti a perdere; se al loro posto si possono perdere macchine, quella soglia cambia. Ballarani chiude ponendo una domanda: forse le guerre future non si misureranno più solo su quanti uomini si possono mandare al fronte, ma su quante macchine ci si può permettere di perdere al posto loro.
Fonti
- Gianluigi Ballarani — Ucraina, nasce l’“Army of Robots”: robot umanoidi al fronte entro 6 mesi Dopo l’“Army of Drones”,
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