Ballarani: i video di Tesla Optimus? Ancora “essenzialmente controllati da remoto”
Gianluigi Ballarani racconta le parole di Ashok Elluswamy su Optimus e sulla vera sfida dell'AI robotica
Le immagini dei robot umanoidi che si muovono con disinvoltura, afferrano oggetti e sembrano capire il mondo intorno a loro hanno fatto il giro del web. Ma quanto c'è di vero in quella autonomia? Nel suo nuovo video Gianluigi Ballarani riporta le dichiarazioni di Ashok Elluswamy, vicepresidente dell'AI Software di Tesla e responsabile del programma Optimus, che ridimensionano parte di quell'entusiasmo.
Le demo sono "essentially remote controlled"
Secondo quanto riferito da Elluswamy e ripreso da Ballarani, i movimenti mostrati nella maggior parte delle demo di Optimus sono ancora, nelle parole di Elluswamy, "essentially remote controlled", cioè essenzialmente controllati da remoto. Questo significa che quando il robot afferra un oggetto o si muove in una stanza, dietro quel gesto c'è spesso un essere umano che gli sta dicendo cosa fare.
Ballarani chiarisce però un punto importante: questo non equivale a dire che Optimus sia un semplice pupazzo telecomandato. Anche ricevendo indicazioni dall'esterno, il robot deve comunque gestire in tempo reale una serie di problemi complessi, come spiega il creator: mantenere l'equilibrio, coordinare le articolazioni, dosare la forza applicata agli oggetti ed evitare di cadere.
Il vero salto: percepire e decidere da soli
La parte che manca, secondo Ballarani, è quella davvero difficile: permettere al robot di vedere il mondo, capire autonomamente cosa sta succedendo e decidere quale azione compiere, senza che nessuno gli suggerisca la mossa successiva. È questo il passaggio che separa le demo attuali da una vera autonomia operativa.
Perché la sicurezza dei robot sarà più complicata di quella dei chatbot
Un altro punto centrale riportato da Ballarani riguarda la sicurezza. Elluswamy avrebbe affermato che quando si inizierà davvero ad affrontare la sicurezza dell'intelligenza artificiale dentro un corpo fisico robotico, tutta la discussione attuale sulla sicurezza dei modelli linguistici sembrerà un gioco da ragazzi.
Il motivo, spiega Ballarani riprendendo il ragionamento di Elluswamy, è semplice: se un chatbot sbaglia, al massimo produce una risposta scorretta che resta nel mondo digitale. Se invece un robot umanoide sbaglia mentre solleva un oggetto, guida un macchinario o si muove accanto a una persona, l'errore diventa reale e fisico, con conseguenze immediate.
Verso la produzione su larga scala
Ballarani ricorda che Tesla continua a lavorare per portare Optimus alla produzione su larga scala. E secondo il creator, questo è forse il passaggio più importante dell'intelligenza artificiale che abbiamo davanti: dopo aver insegnato alle macchine a generare parole, immagini e codice, ora si sta cercando di insegnare loro qualcosa di molto più difficile, ovvero agire autonomamente nel mondo reale.
Questo articolo riassume le opinioni espresse da Gianluigi Ballarani nel video: non è una consulenza finanziaria né una raccomandazione di investimento.
Fonti
- Gianluigi Ballarani — Tesla Optimus: le demo sono ancora controllate da esseri umani I robot umanoidi che vediamo online
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