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Piano regolatore del porto: depositi chimici verso Pra' e nuovi riempimenti a Ponente

Il presidente AdSP Matteo Paroli ha illustrato alla giunta Salis le tre ipotesi di sviluppo dello scalo, tra ampliamenti a mare e il futuro dei serbatoi di Multedo

Il futuro del porto di Genova comincia a prendere forma. A Palazzo San Giorgio, il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, ha presentato alla sindaca Silvia Salis, alla giunta e ai rappresentanti dei Municipi il disegno preliminare del nuovo piano regolatore portuale, come riportano Genova24 e GenovaToday.

Al centro delle ipotesi ci sono due dossier: l'ampliamento a ponente dello scalo e il ricollocamento definitivo dei depositi chimici oggi a Multedo.

Tre scenari per Pra'

Secondo quanto riferisce Genova24, il bacino di Pra' è il fulcro del piano, con tre possibili configurazioni. La più contenuta prevede due terrapieni non banchinati a ponente per ricollocare attività operative e stoccaggio dei container vuoti, liberando gli spazi vicini alla città e al Parco delle Dune. L'ipotesi include il prolungamento del parco, terrazze a mare, pontili sul Canale di calma e un promontorio verde per schermare la piattaforma operativa.

Lo scenario più ambizioso, indicato da alcuni stakeholder come più coerente con le prospettive di crescita dei traffici e dell'occupazione, prevede invece un nuovo riempimento a mare simile al VP5bis del piano vigente, con una possibile marina verso ponente utile anche alla cantieristica. Servirebbe una nuova diga o il prolungamento di quella esistente, in un assetto che richiama la visione presentata anni fa dall'ex sindaco Marco Bucci.

Un terzo scenario, più modesto, prevede riempimenti privi di banchinamento con un'impronta molto più contenuta rispetto al piano attualmente in vigore.

Il nodo dei depositi chimici

Sempre a Pra' si gioca la partita del trasferimento dei depositi chimici di Multedo. Oltre all'ipotesi già nota di nuovi serbatoi interrati nell'area di Porto Petroli, l'AdSP ha proposto la creazione di un polo energetico nel bacino di ponente: una nuova banchina, realizzata con riempimenti verso ponente e relative infrastrutture logistiche, per ospitare entro diga il nuovo collocamento dei depositi. Secondo l'impostazione del piano, la realizzazione dovrebbe essere a carico dei concessionari.

Cantieristica e waterfront

Grazie alla nuova Diga Foranea, il piano archivia l'ipotesi di un nuovo bacino da 400 metri per la cantieristica, puntando invece sull'adeguamento e il prolungamento fino a 360 metri di un bacino già esistente per le riparazioni navali. Previsti anche l'ampliamento della darsena del Waterfront di Levante per la nautica e una rete di percorsi ciclopedonali in quota verso il Parco della Lanterna, da integrare con i futuri scenari di Sopraelevata e Tunnel Subportuale.

Le parole di Paroli e Salis

"Il Piano Regolatore Portuale non può limitarsi a fotografare il porto di oggi: deve creare le condizioni perché Genova rimanga competitiva nei prossimi vent'anni", ha dichiarato Paroli, sottolineando che sui depositi chimici l'Autorità può studiare le soluzioni ma la loro attuazione richiede condizioni tecniche, economiche e giuridiche, oltre al dialogo con il Comune.

Da parte sua, la sindaca Salis ha definito l'incontro "un primo momento di illustrazione e confronto su alcune ipotesi di lavoro", precisando che il Comune non ha ancora espresso valutazioni di merito e che l'attenzione dell'amministrazione resta sulla convivenza tra le attività portuali e la città.

Fonti

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