Montemagno: "La tv non è morta, ha solo traslocato"
Nel nuovo video Marco Montemagno spiega perché lo schermo del salotto resta vivo, anche se la tv lineare è finita
Da 25 anni ci si chiede chi guardi ancora la televisione, e da 25 anni qualcuno ne annuncia la morte imminente. Marco Montemagno riparte da questa domanda per smontare un equivoco che, a suo dire, dura da decenni: quello tra il contenitore e il contenuto.
Il palinsesto è morto, lo schermo no
Secondo Montemagno bisogna distinguere tra la televisione lineare, quella del palinsesto fisso, che è effettivamente crollata, e lo strumento televisivo, cioè lo schermo grande in salotto, che invece "sta da dio". Cita una statistica emersa da un'intervista allo stratega YouTube Paddy Galloway (che ha lavorato con Mr Beast): negli Stati Uniti lo schermo televisivo è il posto dove si guarda YouTube.
Perché lo schermo resiste: comodità
Per Montemagno il motivo è semplice: la televisione è comoda, facile, senza frizione. Come la radio in macchina, non richiede intenzione: si accende e resta lì, un po' come un tubo di casa. Ricorda che nel mondo delle startup la frizione, tolta, è una delle armi più sottovalutate. Internet e televisione, spiega, si sono fusi: sullo stesso schermo oggi si guarda YouTube, Netflix, Rai e il video mandato da un amico.
Il bisogno di un mercato di massa
Montemagno introduce poi un altro concetto: viviamo in una "massa di mercati", con mille nicchie diverse sui social, ma ogni tanto serve tornare a un "mercato di massa": la finale dei Mondiali, le Olimpiadi, Sanremo. Sono momenti che uniscono tribalmente tutti, dal bambino al nonno, e danno un senso di appartenenza collettiva. Questo, dice, spiega perché quei momenti abbiano ancora un valore economico enorme per gli inserzionisti, anche quando gli spettatori sulla tv tradizionale sono pochi rispetto alle visualizzazioni social generate.
Internet non ha ucciso la tv, l'ha salvata
La tesi centrale di Montemagno è che internet, paradossalmente, non ha ucciso la televisione ma l'ha salvata, facendola convivere con sé. Il prezzo pagato però è la perdita del "pulpito": un tempo ciò che diceva la tv era verità indiscutibile, oggi la tv è ridotta a un commento sotto un post, con lo stesso peso di migliaia di altri creator.
La perdita di autorevolezza e di linguaggio
Montemagno racconta di aver rivisto una vecchia intervista a Paolo Villaggio condotta da Tortora, notando un livello di italiano molto elaborato rispetto a oggi. Secondo lui la televisione, per non perdere pubblico, si è adeguata al linguaggio spiccio dei social invece di educare, e questo le ha tolto autorevolezza.
Il pastone mediatico e il ritorno dei format tv nei podcast
Descrive poi il fenomeno di un contenuto unico che si moltiplica in clip, articoli, tweet, attraversando tutti i media senza che si distingua più l'origine. Racconta anche la propria esperienza con "Quattro chiacchiere con", da lui portato in Italia ispirandosi a Joe Rogan, abbandonato perché gli sembrava di rifare televisione. Nota che oggi molti podcast riadottano lo studio, le camere, il format classico da intervista, e che diversi formati virali ricalcano trasmissioni televisive di decenni fa, citando Funari come esempio.
La disintermediazione mancata
Ultimo punto: il sogno di internet era la disintermediazione, l'idea che chiunque potesse essere un media. Nella pratica, dice Montemagno, si è passati dal filtro di un direttore di rete al filtro di un algoritmo anonimo delle grandi aziende tech, con la differenza che oggi non c'è più un nome e un volto a cui chiedere conto.
Conclusione: un trasloco, non un funerale
Montemagno chiude con l'immagine della televisione come le noccioline: non riesci a smettere di consumarle perché fanno parte della vita quotidiana. Chi dice di non guardare più la tv, secondo lui, è come chi dice di non usare più l'auto perché prende Uber: sta semplicemente usando un tipo diverso di tv. La sua previsione è che tra dieci o quindici anni saremo ancora davanti a uno schermo enorme dicendo di non guardare più la televisione, senza renderci conto che abbiamo solo smesso di chiamarla così.
Questo articolo riassume le opinioni espresse da Marco Montemagno nel video: non è una consulenza finanziaria né una raccomandazione di investimento.
Sources
- Marco Montemagno — Perché caxxo guardi ancora la TV?
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