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Montemagno: "L'AI agentica fa paura, ma la paura non è mai una strategia"

Nel nuovo video Marco Montemagno affronta le sue stesse paure sull'AI agentica e spiega perché l'ansia non serve a risolvere nulla

Marco Montemagno apre il video con una frase netta, che dà anche il titolo al contenuto: la paura non è mai una strategia. Da qui parte un ragionamento su uno dei temi che più lo preoccupano in prima persona: il mondo agentico dell'intelligenza artificiale.

La paura dell'AI che prende il controllo

Secondo Montemagno, uno dei timori principali riguarda proprio i sistemi agentici: software che compiono attività concrete sul computer, prendono il controllo e agiscono così velocemente e con così tanta conoscenza che l'utente non riesce più a supervisionare davvero quello che succede. Come dice lui, si passa dall'essere un supervisore all'essere semplicemente uno spettatore. Più controllo si dà a questi sistemi, spiega, più aumenta il rischio di danni importanti.

Un problema di analisi, non di istinto

Dall'altro lato, però, Montemagno osserva che la maggior parte delle paure è in realtà un problema di analisi e progettazione. Fa l'esempio personale di un sito che gli è stato cancellato: di fronte al timore che qualcuno possa eliminare i propri dati, il passo logico successivo non è restare paralizzati, ma dotarsi di un backup, risolvendo così concretamente il problema.

Per rafforzare il concetto, porta altri due paragoni: la paura di volare in aereo e quella delle montagne russe. Ragionando su tutti i possibili rischi collegati a questi mezzi, dice, ci si spaventerebbe molto; lui stesso ammette di avere il terrore dell'altezza. Ma in entrambi i casi le paure vengono affrontate analizzando gli scenari possibili e cercando di bilanciare rischi e pericoli, non restando bloccati dall'ansia.

Nessuna sicurezza al 100%

Montemagno è chiaro su un punto: nulla è sicuro al cento per cento. Non esiste, dice, la certezza matematica di una vita priva di rischi, per quanto tutti la vorremmo. Proprio per questo, secondo lui, affrontare le paure entrando nel merito funziona molto meglio che restarne paralizzati, perché la paura fine a se stessa non porta da nessuna parte.

Allarme sì, ma senza slogan da paura

Nel video critica anche certi toni da attivisti o politici che si limitano a frasi d'effetto tipo "ci ucciderà tutti", che liquida ironicamente come «frasi da politico». Per Montemagno la paura è un allarme utile quando serve a far sedere le persone con calma ad analizzare la situazione e trovare una soluzione concreta.

Cita poi, come possibile posizione altrui, l'idea di rallentare o bloccare lo sviluppo dei modelli AI, ma osserva che è già emerso come questa strada non sia percorribile, rilanciando la domanda su quale sia davvero la soluzione, da affrontare con metodo e non con il panico. Chiude richiamando un detto secondo cui la paura uccide la mente.

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