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Ipazia, l'IA di Rai 1 col volto di Carfagna che ricorda 10 anni di Codice

Gianluigi Ballarani racconta come funziona l'avatar RAG collegato all'archivio del programma

Un avatar con il volto di Barbara Carfagna che può interrogare dieci anni di archivio televisivo: è questo il punto centrale del nuovo video di Gianluigi Ballarani, dedicato a Ipazia, l'intelligenza artificiale sviluppata per Codice, il programma di Rai 1.

Cos'è Ipazia

Secondo Gianluigi Ballarani, Ipazia è un avatar modellato sulle sembianze della conduttrice Barbara Carfagna, ma la parte davvero interessante non è l'aspetto grafico, bensì ciò a cui è collegata: l'archivio delle dieci edizioni del programma, con interviste, reportage, analisi e conversazioni con scienziati, imprenditori e ricercatori.

Come funziona: la RAG

Ballarani spiega che tecnicamente Ipazia funziona attraverso una RAG, Retrieval-Augmented Generation. Quando riceve una domanda, il sistema non si affida soltanto alle conoscenze generali del modello, ma recupera prima le informazioni pertinenti dall'archivio specifico del programma e poi costruisce la risposta basandosi su quei contenuti.

Gli esperimenti già fatti in trasmissione

Nel video Ballarani racconta due episodi già andati in onda. Nel primo, durante il confronto con Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito italiano, è stata la stessa Ipazia a generare autonomamente le domande nel corso della conversazione. Nel secondo caso è stato fatto l'esperimento opposto: un giornalista ha interrogato direttamente Ipazia per mettere alla prova la sua memoria dei contenuti costruita sulle puntate di Codice.

La proposta di Carfagna per RaiPlay

Barbara Carfagna ha proposto un passaggio ulteriore, spiega Ballarani: rendere Ipazia accessibile anche su RaiPlay, così che gli spettatori possano interrogare direttamente l'archivio. Al momento, sottolinea il creator, si tratta solo di una proposta, non ancora approvata dalla Rai.

Ballarani fa un esempio concreto di come potrebbe funzionare: invece di cercare manualmente una vecchia puntata, si potrebbe semplicemente chiedere cosa si diceva cinque anni fa sull'intelligenza artificiale, oppure cosa era stato previsto sul futuro del lavoro, e Ipazia andrebbe a recuperare quelle informazioni direttamente dall'archivio del programma.

I limiti del sistema

Ballarani è chiaro nel precisare che una RAG può comunque sbagliare: può recuperare una fonte sbagliata o interpretarla male, e ciò che viene trovato in un archivio non diventa automaticamente vero. La verifica resta quindi fondamentale.

Il cambiamento più grande

Secondo Ballarani, però, il punto più interessante del progetto non è l'avatar in sé, ma il cambio di prospettiva che porta con sé: per decenni sono state accumulate migliaia di ore di programmi dentro archivi che quasi nessuno riesce davvero a esplorare. Con sistemi come questo, conclude il creator, un archivio televisivo si trasforma da qualcosa che si può solo riguardare a qualcosa a cui si possono fare domande.

Questo articolo riassume le opinioni espresse da Gianluigi Ballarani nel video: non è una consulenza finanziaria né una raccomandazione di investimento.

Sources

  • Gianluigi Ballarani — IPAZIA: L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI RAI 1 CHE PUÒ INTERROGARE 10 ANNI DI TV Si chiama Ipazia ed è

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