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Ballarani racconta Ben: con ChatGPT il fratello crea videogiochi azionati con i movimenti della testa

Nel nuovo video Gianluigi Ballarani racconta come Ari, senza essere programmatore, ha usato l'AI per costruire strumenti di gioco e comunicazione per il fratello Ben, malato di leucodistrofia

Gianluigi Ballarani apre il suo nuovo video con un'immagine che colpisce: un uomo che non parla, non cammina e non può usare le mani, eppure sta giocando a un videogioco. È Ben, racconta Ballarani, affetto da una rara leucodistrofia legata al gene TUBB4A, una malattia che nel corso degli anni gli ha tolto quasi ogni movimento volontario. L'unico gesto che gli è rimasto è girare la testa a destra e a sinistra.

La ricerca di una tecnologia che non esisteva

Secondo quanto racconta Ballarani, per anni la famiglia di Ben ha cercato strumenti che gli permettessero non solo di comunicare, ma anche semplicemente di giocare. Il problema, spiega il creator, era che una tecnologia adatta alle sue esigenze non esisteva, oppure svilupparla su misura avrebbe avuto costi proibitivi.

L'intervento del fratello Ari e il ruolo di ChatGPT

Il punto di svolta, racconta Ballarani, arriva quando il fratello di Ben, Ari, inizia a usare ChatGPT per programmare, pur non essendo uno sviluppatore. Con l'aiuto dell'AI, Ari costruisce un sistema che Ballarani definisce sorprendentemente semplice: due switch fisici posizionati accanto alla testa di Ben, uno a destra e uno a sinistra. Ben li aziona muovendo la testa, e il software interpreta quei due input per permettergli di navigare nelle interfacce, fare scelte e controllare giochi pensati appositamente per lui.

Da questo sistema, spiega Ballarani, sono nati giochi accessibili con uno o due pulsanti: calcio, bowling, baseball, tris e altri ancora, oltre a strumenti di comunicazione pensati per Ben.

Un progetto gratuito e open source

Ballarani sottolinea che la famiglia non ha tenuto per sé questi strumenti: il progetto si chiama Benny's Accessibility Hub, è gratuito e open source, e si trova su GitHub cercando "Benny's Accessibility Hub" oppure "NARBEHOUSE Benny's Accessibility Hub". Esiste anche una raccolta dedicata, SwitchED Games, con i giochi pensati per chi utilizza uno o due switch.

La riflessione di Ballarani sull'AI

Secondo Ballarani, la parte più interessante della storia va oltre il caso specifico di Ben. Il creator osserva che il costo e soprattutto la competenza necessaria per creare software stanno diminuendo al punto da permettere di costruire strumenti per problemi talmente specifici che nessuna azienda avrebbe avuto convenienza a risolvere: non software pensato per milioni di persone, ma software per una persona sola.

Ballarani conclude dicendo che siamo abituati a sentire parlare di AI e dei nuovi benchmark che raggiunge, ma che questa storia racconta qualcosa di più importante: per la prima volta, dice, possiamo permetterci di costruire tecnologia anche per una sola persona, e a volte quella persona basta.

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Sources

  • Gianluigi Ballarani — CHATGPT E L’AI PER L’ACCESSIBILITÀ: LA STORIA DI BEN Ben ha una rara leucodistrofia legata al gene

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