Verona, la rete suprematista che spingeva minorenni alla strage: «Sgozziamoli tutti»
Indagine di Digos e Dda di Venezia su chat neonaziste dopo l'aggressione all'insegnante da parte di un tredicenne
Messaggi che inneggiavano a «un reset di massa», promesse di vendetta e inviti espliciti a «sgozziare uno a uno» chi veniva considerato nemico. È il contenuto delle chat al centro di un'inchiesta partita da Verona su una rete di gruppi suprematisti e neonazisti attivi online, che secondo quanto ricostruito dal Corriere del Veneto spingeva ragazzini di tutta Italia verso la violenza.
L'indagine, coordinata dalle procure di Roma e dal pubblico ministero antiterrorismo di Venezia Giovanni Zorzi, è condotta dalla Digos scaligera insieme a quelle di Napoli, Benevento, Brescia e Trento, con il supporto del Ros dei carabinieri. Il monitoraggio si è intensificato dopo il caso del tredicenne che a Roma ha accoltellato un'insegnante e che risultava in contatto con un gruppo social di area accelerazionista, la dottrina secondo cui tecnologia, capitalismo e mercati vanno spinti al massimo per provocare un cambiamento radicale.
Diciassette persone denunciate
Sono diciassette gli indagati individuati in varie regioni italiane, quattordici minorenni e tre maggiorenni, nessuno veneto. Le accuse spaziano dall'istigazione a delinquere alla propaganda e istigazione all'odio razziale, etnico e religioso, fino all'addestramento con finalità di terrorismo. Alcuni messaggi, riporta il Corriere del Veneto, ventilavano anche possibili attentati contro sinagoghe e moschee.
Le due chat: «Nuovo Ordine Europeo» e «Fronte Fascista Italiano»
Uno dei gruppi individuati si chiamava «Chat del Nuovo Ordine Europeo», nome che richiama esplicitamente il progetto nazifascista di dominio del Terzo Reich. Al suo interno circolavano video, immagini e documenti di propaganda nazista e suprematista, con riferimenti a manifesti di attentatori come Anders Breivik, Brenton Tarrant e Stephan Balliet, oltre a manuali per la fabbricazione di ordigni esplosivi.
Altri indagati sono accusati di aver partecipato al «Fronte Fascista Italiano», dove secondo l'inchiesta venivano diffusi messaggi razzisti, contenuti di negazione dell'Olocausto, video di esecuzioni e massacri contro minoranze etniche, oltre a materiale del gruppo suprematista bianco «The Base», inserito dall'Unione Europea tra le organizzazioni terroristiche.
A Venezia il fascicolo riguarda quattro persone, tre minorenni e un maggiorenne: due di loro, a Trento e Brescia, sono state perquisite su mandato del pm Zorzi. Nel corso delle perquisizioni condotte nei confronti dei diciassette indagati sono stati sequestrati armi bianche, vessilli e oggetti con simbologia nazista, insieme a numerosi dispositivi elettronici usati per diffondere i contenuti.
Fuentes
- Corriere di Verona — Verona, la rete di suprematisti incitava i ragazzini di tutta Italia a commettere stragi: «Sgozziamoli tutti»
- Cronaca Verona - quotidiani (via Google News) — Verona, la rete di suprematisti incitava i ragazzini di tutta Italia a commettere stragi: «Sgozziamoli tutti» - Corriere del Veneto
- Cronaca Verona - quotidiani (via Google News) — Verona, la rete di suprematisti incitava i ragazzini di tutta Italia a commettere stragi: «Sgozziamoli tutti» - Corriere del Veneto
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