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Droni a 150 km/h a Tor di Quinto: la sfida dei piloti FPV tra militari e civili

Seconda giornata della Esercito 1659 Drone Challenge all'ippodromo militare: categorie Open e Pro, oggi le premiazioni

Si respira aria da videogioco, ma è tutto vero: piloti seduti con visore e telecomando, concentrazione da scacchisti e velivoli fatti a mano capaci di raggiungere i 150 chilometri orari. È lo scenario della Esercito 1659 Drone Challenge, che si chiude oggi all'ippodromo militare di Tor di Quinto, come racconta Il Messaggero.

La manifestazione, prima gara di droni con piloti militari e civili insieme, è un'iniziativa del Ministero della Difesa organizzata da Difesa Servizi ed Esercito Italiano, con la partnership istituzionale del Ministro per lo Sport e i Giovani e della Regione Lazio, e il patrocinio di CONI e Comune di Roma. Appartiene a una disciplina appena nata della Federazione aeronautica internazionale (Fai).

Velivoli fatti in casa

I concorrenti costruiscono da soli i propri droni, assemblando circuiti elettronici, eliche fosforescenti, pezzi stampati in 3D e batterie che durano al massimo un minuto e mezzo. Si gareggia in due categorie, Open e Pro: quest'ultima riunisce otto piloti di élite, tutti civili, tra cui Luisa Rizzo, 24 anni, prima donna italiana in questa disciplina e campionessa mondiale, che convive con un'atrofia muscolare spinale.

I piloti FPV (First Person View) volano in prima persona da seduti, assistiti da un "helper" e da uno "spotter" che seguono la gara da fuori e li aggiornano in tempo reale. Secondo Il Messaggero, il gruppo è composto da giovani spesso appassionati di gaming e con formazione da ingegneri elettronici.

Non solo militari

La sottosegretaria Isabella Rauti ha definito l'evento «un'esperienza immersiva che fa capire l'importanza dell'impiego duale del drone», sottolineando l'uso umanitario e civile della tecnologia. Luca Andreoli, amministratore delegato di Difesa Servizi, ha ricordato che la manifestazione «parte da un percorso nato sei anni fa per promuovere l'eccellenza delle forze armate attraverso competizioni sportive».

Durante la prima giornata l'Esercito Italiano ha coinvolto famiglie e bambini in simulazioni di volo, esperienze a cavallo nel maneggio e spiegazioni sul funzionamento dei droni terrestri. Il capo di Stato maggiore dell'Esercito, Carmine Masiello, ha ricordato l'impiego dei droni nella ricerca di dispersi, nel monitoraggio e nel trasporto di medicinali.

In Italia, secondo i dati citati da Il Messaggero, ci sono 35mila patentini per pilotare droni e 1.500 aeromodellisti. Il settore è in forte crescita: sempre secondo Il Messaggero, ai partecipanti dell'ultimo mondiale in Corea del Sud sarebbero arrivate molte offerte di lavoro, mentre Filippo Di Marco, presidente del Gruppo Aeromodellistico Secchia, segnala che mancano ancora i telecronisti. Oggi, ultima giornata, sono in programma le premiazioni.

Fuentes

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