Nucleare in Italia: cosa prevede davvero la nuova legge delega
Geopop spiega la differenza tra legge delega e legge ordinaria e perché le centrali non arriveranno prima della metà degli anni Trenta
Il Senato ha approvato in via definitiva la legge delega sul nucleare sostenibile. Nel video, Geopop spiega perché i titoli su un presunto ritorno immediato del nucleare in Italia siano fuorvianti.
Legge delega, non legge ordinaria
Secondo il canale, la differenza è fondamentale: una legge ordinaria conterrebbe già tutte le regole operative, mentre una legge delega fissa solo principi e tempi, lasciando al governo il compito di scrivere i decreti attuativi. La legge non individua siti, non sceglie i modelli di reattore e non costruisce nulla: definisce solo i temi su cui il governo dovrà normare, dalla sicurezza alla gestione dei rifiuti radioattivi, includendo anche la ricerca sulla fusione.
Tempi e fondi
Geopop ricostruisce l'iter: dopo la promulgazione e l'entrata in vigore, il governo avrà 12 mesi per i decreti attuativi e altri 24 mesi per eventuali correzioni. Il ministro Pichetto Fratin avrebbe dichiarato l'intenzione di scrivere i primi decreti entro fine anno, ma lo stesso ministro ammetterebbe che nulla sarà operativo prima del 2033-2034. La legge stanzia 60 milioni di euro tra il 2027 e il 2029 per la fase preparatoria, più alcuni milioni per campagne informative: cifre lontane dai costi miliardari di un reattore.
La storia dei referendum
Il video ripercorre la vicenda italiana: dalle prime centrali degli anni 60 alla chiusura dopo il referendum del 1987, spiegando come i quesiti votati allora non chiedessero esplicitamente lo spegnimento degli impianti, ma fu una scelta politica successiva. Nel 2011, ricorda Geopop, il referendum dopo Fukushima abrogò le norme approvate tra il 2009 e il 2010 per il ritorno al nucleare.
Le nuove tecnologie
Il canale illustra le tre famiglie di reattori citate o comprese nel perimetro della legge: gli SMR (small modular reactors), gli AMR (advanced modular reactors) con sistemi di sicurezza passiva, e i microreattori trasportabili.
Nodi ancora aperti
Restano da definire i siti per le centrali e la questione dei rifiuti radioattivi: l'Italia non avrebbe ancora un deposito nazionale, pur esistendo una carta con 51 aree potenzialmente idonee. Geopop conclude ricordando che la legge avvia un percorso lungo e non garantito, senza accendere alcun reattore nell'immediato.
Quellen
- Geopop — Sta davvero tornando il nucleare in Italia? La spiegazione semplice della legge delega
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