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Just Mick: perché la domanda "a cosa serve tutto questo?" non parla dell'universo, ma di te

Nel nuovo video, Just Mick collega la crisi esistenziale della domenica sera alla teoria del flow e al mito di Sisifo

C'è un momento preciso in cui arriva, secondo Just Mick: la domenica sera, motore spento in un parcheggio, nessun motivo per restare in macchina. È lì che si presenta la domanda "a cosa serve tutto questo?". Nel suo nuovo video, il creator prova a spiegare perché questa domanda sceglie sempre certi momenti e cosa ci dice davvero su di noi.

Il format della crisi esistenziale

Just Mick descrive un copione che si ripete sempre uguale: si parte da un pensiero piccolo, tipo il calendario di domani, si passa a un giudizio sul lavoro, poi arriva un bilancio non richiesto degli ultimi anni e in pochi minuti si finisce a chiedersi cosa si stia facendo della propria vita. Secondo il creator, quella domanda sembra profonda "per una ragione poco nobile": la sentiamo quando siamo scarichi, e in quello stato tutto sembra più vero.

La teoria del flow

Per dare una base misurabile al discorso, Just Mick richiama gli studi dello psicologo Mihaly Csikszentmihalyi, che nel 1975 ha definito lo stato di flow. Lo studioso, racconta il video, faceva suonare a caso un cicalino alle persone durante la giornata, chiedendo loro di annotare cosa stessero facendo e come si sentissero in quel momento. Tra le caratteristiche del flow, Just Mick ne isola due: la distorsione del tempo, per cui le ore si accorciano, e la perdita della consapevolezza di sé, quando la persona è così assorbita da un'attività da smettere di monitorarsi.

Spazio cognitivo, non profondità

Da qui il passaggio centrale del video: la voce che si interroga sul senso delle cose parla quando ha spazio per farlo, perché l'attenzione ha una capienza limitata. Quando un'attività la occupa tutta, non resta banda per la domanda esistenziale, che secondo Just Mick non se ne va perché è stata risolta, ma resta fuori perché dentro non c'è posto. La domanda, dice, non misura quanto siamo profondi, ma quanto spazio vuoto abbiamo intorno in quel momento.

Perché la difficoltà conta

Just Mick ricorda che non tutte le occupazioni riempiono la mente allo stesso modo: lo stato di flow arriva quando la difficoltà di un'attività sta appena sopra la nostra capacità. Troppo facile porta alla noia, troppo difficile all'ansia, e il divano non ci porta mai nel flow: una serie TV occupa solo gli occhi, lasciando tutto il resto libero, ed è proprio in quei momenti che la domanda esistenziale si presenta puntuale.

Il mito di Sisifo

Nel video Just Mick cita poi Albert Camus e "Il mito di Sisifo" (1942), dove il filosofo definisce l'assurdo come l'urto tra la pretesa umana di un ordine e il silenzio del mondo che non risponde. Racconta poi il mito di Sisifo, condannato a spingere per sempre un masso in cima a una montagna da cui rotola sempre giù: secondo Just Mick, la punizione più crudele non è la fatica, ma una fatica senza destinazione. Riporta infine la frase di Camus, "bisogna immaginare Sisifo felice", spiegando che Sisifo diventa libero quando smette di aspettare che il masso resti in cima: finché aspetta quello, ogni discesa è una sconfitta.

Non significa smettere di pensare

Just Mick tiene a chiarire che la soluzione non è smettere di interrogarsi: la domanda sul senso ha costruito, dice, cattedrali, vaccini, romanzi, ponti. Il problema comincia quando la trattiamo come una pratica da chiudere prima di poter vivere, restando in "sala d'attesa" ad aspettare una risposta.

L'esercizio proposto

Come indicazione pratica, Just Mick propone di annotare per una settimana, ogni volta che la domanda esistenziale si accende, solo due cose: l'ora e cosa si stava facendo nei dieci minuti precedenti, senza cercare risposte. Alla fine della settimana, dice, la lista non parlerà del senso della vita ma delle domeniche alle sei di sera, delle cene in piedi davanti al frigo aperto, delle mezz'ore passate a scorrere il telefono a letto: sempre gli stessi buchi di orario. Per Just Mick, quella domanda è una spia sul cruscotto, e passiamo gli anni a studiare la spia invece di aprire il cofano.

Quellen

  • Just Mick — Perché ti senti perso (e come uscirne)

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