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Ballarani: l'AI oggi è come la "carrozza senza cavalli" dell'Ottocento

Nel nuovo video, Gianluigi Ballarani racconta perché stiamo ancora inserendo l'intelligenza artificiale dentro processi pensati per gli esseri umani, invece di ripensarli

Un brevetto del 1899, una testa di cavallo finta montata su un'automobile e una domanda che, secondo Gianluigi Ballarani, dovremmo porci ogni volta che parliamo di intelligenza artificiale: stiamo davvero innovando o stiamo solo travestendo il nuovo con le forme del vecchio?

La carrozza senza cavalli del 1899

Ballarani parte da un'invenzione curiosa: un'automobile con una finta testa di cavallo montata davanti, brevettata nel 1899 durante la transizione dalle carrozze alle automobili. L'idea, spiega, era che i cavalli veri, vedendola arrivare, pensassero di avere davanti un altro cavallo e non si spaventassero. Non si sa nemmeno, dice Ballarani, se quest'auto sia mai stata davvero costruita: il Time l'ha inserita tra le 50 invenzioni più fallimentari di sempre.

Ma il punto, secondo il creator, non è il fallimento dell'oggetto in sé, quanto il meccanismo che rivela: al tempo le automobili venivano chiamate proprio "carrozze senza cavalli", perché quando arriva qualcosa di radicalmente nuovo, all'inizio riusciamo a descriverlo solo attraverso quello che sostituisce.

Dalle carrozze ai robotaxi senza volante

Ballarani ricostruisce l'evoluzione: le prime automobili assomigliavano ancora alle carrozze, poi il cavallo è sparito e con lui è cambiata la forma dell'auto, sono cambiate le strade, le città, le fabbriche, il modo di lavorare e di spostarsi. Il punto d'arrivo di questo percorso, per il creator, è il 2026: oggi esistono robotaxi progettati senza volante e senza pedali. La macchina, dice, ha smesso di imitare la carrozza e ha iniziato a eliminare anche le parti che esistevano solo perché c'era un essere umano alla guida.

Lo stesso punto con l'intelligenza artificiale

Secondo Ballarani è esattamente questo il momento che stiamo vivendo con l'AI. La chiamiamo assistente, copilota, agente; le facciamo scrivere mail, presentazioni, report. Ma in molti casi, sostiene, le stiamo ancora "mettendo una testa di cavallo davanti", perché stiamo prendendo processi costruiti per gli esseri umani e ci stiamo semplicemente infilando dentro l'intelligenza artificiale, senza ripensarli davvero.

La domanda che cambia tutto

Il passaggio chiave del video, per Ballarani, è una domanda: se dovessimo costruire oggi questa azienda, questo lavoro o questo processo, sapendo che l'AI esiste, lo progetteremmo ancora così? È in quel momento, dice, che sparisce il cavallo. E probabilmente, conclude, a un certo punto sparirà anche il volante: molte delle cose che oggi consideriamo inevitabili potrebbero non esserlo più.

Questo articolo riassume le opinioni espresse da Gianluigi Ballarani nel video: non è una consulenza finanziaria né una raccomandazione di investimento.

Quellen

  • Gianluigi Ballarani — L’AI È ANCORA UNA “CARROZZA SENZA CAVALLI” Alla fine dell’Ottocento, le prime automobili venivano

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