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Ballarani: con Stallone e Schwarzenegger smettiamo di cercare gli errori dell'AI, ora il problema sono i diritti

Nel nuovo video Gianluigi Ballarani analizza la clip con i due attori generata dall'intelligenza artificiale

Per anni il modo più semplice per smascherare un video generato dall'intelligenza artificiale era cercare l'errore: una mano deforme, un volto che cambiava, un oggetto che spariva, una fisica impossibile. Nel suo nuovo video Gianluigi Ballarani parte da una clip che circola online con Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger, mai girata ma generata con l'AI, per raccontare che qualcosa è cambiato.

Smettiamo di cercare l'errore

Secondo Ballarani, quel video "racconta perfettamente dove siamo arrivati". Le persone sono riconoscibili, si muovono, interagiscono, mantengono il volto coerente, la luce è giusta, i muscoli e l'ambiente funzionano. Per qualche secondo, dice, smettiamo di cercare gli errori e iniziamo semplicemente a guardare la scena.

Hollywood non sparisce domani

Ballarani precisa subito di non essere d'accordo con chi sostiene che Hollywood sparirà. L'intelligenza artificiale, spiega, è diventata molto brava a creare singole scene, ma il vero ostacolo resta un altro: costruire un film intero, con lo stesso personaggio coerente per cento scene, che si ricordi cosa è successo venti minuti prima. Un film, ricorda, significa ambienti, oggetti, fisica, recitazione e soprattutto una storia coerente per due ore. È su questa continuità, più che sul fotorealismo del singolo shot, che per ora l'illusione si rompe ancora.

Il problema si sposta dalla tecnologia ai diritti

La parte più interessante dell'analisi di Ballarani riguarda ciò che emerge una volta superato l'ostacolo tecnico: se è possibile generare una scena convincente con Stallone senza Stallone, chi possiede davvero la sua faccia, la sua voce, il suo modo di recitare? Ballarani nota che Hollywood sta già introducendo regole sempre più precise sulle cosiddette repliche digitali, che prevedono consenso, termini di utilizzo e un compenso per gli attori coinvolti.

Un passaggio già superato

Anche se secondo Ballarani non siamo ancora a film indistinguibili da quelli girati con una macchina da presa, un passaggio importante è già avvenuto: il limite non è più creare un'immagine credibile, ma mantenerla credibile abbastanza a lungo da raccontare una storia. Quando anche questo muro cadrà, conclude, il cinema evolverà e girare non sarà più l'unico modo di fare un film.

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Quellen

  • Gianluigi Ballarani — QUESTA SCENA NON È MAI ESISTITA Per anni abbiamo giudicato i video generati dall’intelligenza

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