Pizzaballa cittadino onorario di Bologna: "Questa città è parte della mia vita"
Cerimonia a Palazzo d'Accursio per il patriarca di Gerusalemme dei Latini, ordinato sacerdote in San Pietro nel 1990: "A Gaza paralisi totale, la pace va preparata"
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, è da oggi cittadino onorario di Bologna. La cerimonia si è svolta a Palazzo d'Accursio, nella sala del Consiglio comunale, con il riconoscimento votato nei mesi scorsi all'unanimità dall'aula con un iter rapidissimo.
Nella motivazione, riportata dal Corriere di Bologna, si parla dell'"impegno umanitario" del cardinale, della "difesa della dignità umana e del dialogo" e della sua testimonianza a favore della pace, con un richiamo esplicito al lavoro per la popolazione di Gaza.
Il legame con la città
Il cardinale, bergamasco, ha con Bologna un rapporto di lunga data: qui ha intrapreso i suoi studi religiosi, ha pronunciato la Professione solenne all'Antoniano nel 1989 ed è stato ordinato sacerdote nella cattedrale di San Pietro il 15 settembre 1990.
"Sono un po' in imbarazzo. Vedete, io non ho mai scelto di fare l'eroe", ha detto Pizzaballa, spiegando che con il 7 ottobre 2023 e la guerra di Gaza ha capito che "era cambiato tutto" e che doveva cambiare anche lui: "Esserci, metterci la faccia, impegnarsi per salvare l'umanità". E ancora: "A Bologna devo una parte di ciò che sono, perché nessuno diventa ciò che è da solo. Bologna è parte della mia vita, oggi mi dite che sono parte della vostra".
Guerra, fiducia, convivenza
Nel suo intervento il patriarca è tornato sulla Terra Santa: "La guerra distrugge le parole, le relazioni, ma soprattutto la fiducia, che è molto più difficile da ricostruire che le case". Non basta pronunciare la parola pace, ha aggiunto: occorre fermarsi, ascoltare, accettare quello che è accaduto. Ha insistito sul rifiuto dell'odio come eredità per i figli e sul riconoscimento delle responsabilità, senza che il conflitto cancelli "il volto dell'altro". Ha voluto ricordare anche israeliani e palestinesi che nella società civile si impegnano per la vita degli altri.
A margine, ha parlato dell'attualità di Gaza e della Cisgiordania: la difficoltà maggiore, ha spiegato, è far credere che sia ancora possibile cambiare. Sulle sanzioni a Israele ha risposto: "Non lo so, la verità è che non lo so. Io credo che si debba fare qualcosa, si debba intervenire". Su Europa e comunità internazionale il giudizio è severo — "assistono" — pur riconoscendo all'Italia di essere "tra i Paesi più attivi" sul piano umanitario.
Lepore e Zuppi
La cerimonia è stata aperta dal sindaco Matteo Lepore: "Bologna da tempo si riconosce nelle sue parole, nei suoi gesti e nel suo messaggio", ha detto, avvertendo che essere coerenti "significherà essere controcorrente e prendere posizione". Serve, ha aggiunto, "un ponte verso la Terra Santa".
L'arcivescovo Matteo Zuppi, presidente della Cei, ha ricordato una frase ripetuta da Pizzaballa ai preti bolognesi: "La Chiesa non prende parte ma non è neutrale". E ha posto una domanda sull'uso dell'intelligenza artificiale in guerra: "Cosa accade quando a decidere chi vive e muore è una macchina?".
In sala, secondo l'Ansa, anche Romano Prodi, Pier Ferdinando Casini, la consigliera regionale Pd Simona Lembi e la consigliera di Forza Italia Valentina Castaldini. Presenti anche Yassine Lafram, guida della Comunità islamica, e Daniele De Paz, presidente della Comunità ebraica.
Fonti
- la Repubblica Bologna - Cronaca — Pizzaballa cittadino onorario di Bologna. “A Gaza paralisi totale. La pace va preparata”
- Corriere di Bologna — Pierbattista Pizzaballa cittadino onorario di Bologna: «Ciò che sono anche grazie a questa città, è parte della mia vita»
- ANSA Emilia-Romagna — Lepore dà la cittadinanza onoraria a Pizzaballa, 'Bologna si riconosce in lui'
- Politica Comune di Bologna - quotidiani (via Google News) — Pierbattista Pizzaballa cittadino onorario di Bologna: «Ciò che sono anche grazie a questa città, è parte della mia vita» - corrieredibologna.corriere.it
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